Il fascino senza tempo delle sale giochi

sala gioco

Le sale giochi hanno rappresentato per moltissimo tempo il luogo dei sogni di tante persone, specialmente ragazzi e ragazze, che in quell’ambiente hanno sviluppato una passione condivisa per il gioco.

Oggi, a causa soprattutto del lockdown e della ormai reiterata chiusura del settore e delle sale giochi, queste ultime sembrano aver perso il loro fascino senza tempo, il loro ruolo simbolico. A ciò si aggiungono gli investimenti sempre maggiori nel gaming online, nei videogiochi e in tutte quelle applicazioni collegate che è possibile utilizzare comodamente da casa. È oggi possibile recuperare una centralità di questo fenomeno? Se sì, in che forma?

 

Quando nascono le sale giochi

Le sale giochi sono un fenomeno relativamente recente. I primi rudimentali giochi arcade, come macchinette e flipper, nascono negli anni ‘30, ma appassionano solamente una piccola parte della popolazione. Negli anni ‘50, nel pieno della guerra fredda e dei primi sviluppi informatici, ne vengono creati alcuni allo scopo di testare il livello di intelligenza dei computer.

Poi, dagli anni ‘70, inizia l’epopea dei videogiochi con i cabinati a moneta e il mito delle sale giochi: nascono colossi come Pacman (Namco) e Space Invaders (Taito), a cui presto se ne aggiungono moltissimi altri. Questi apparecchi dai colori sgargianti e dalle mille varietà sembravano, all’epoca, dei veri e propri miracoli tecnologici. Oggetti diventati poi di culto e che hanno attratto diverse generazioni e tantissime persone.

Sono gli Stati Uniti a poter essere considerati i padri fondatori dei videogiochi con ATARI e Pong, ma è in Giappone che il fenomeno delle sale giochi si è sviluppato più che in altri paesi (fino circa agli anni 2000, quando la tecnologia occidentale supera in attrattività quella nipponica). Si pensi ai grandi nomi degli anni ‘80, come Nintendo e Sega, tra le aziende più importanti del mondo videoludico. 

Tra la fine del ventesimo secolo e l’inizio dei 2000, le sale giochi hanno vissuto un boom incredibile grazie all’avvento di nuove tecnologie e all’evoluzione dei giochi più tradizionali proposti in nuove versioni.

 

Dalle sale giochi ai videogiochi online

Un boom che si è arrestato solo con lo sviluppo di più sofisticati sistemi videoludici, come gli attuali videogiochi, ormai prodotti culturali di primissimo rilievo, e tutti gli altri dispositivi disponibili a casa, che, grazie agli enormi passi avanti fatti dalle reti e dalle connessioni domestiche, facilitano e trasformano la maggior parte delle nostre attività quotidiane.

Il gaming oggi è diventato una vera e propria industria che sfiora i 100 miliardi di dollari in tutto il mondo, e che grazie all’emergenza epidemiologia che ha costretto le persone a restare nelle proprie abitazioni, sta continuando a crescere con numeri vertiginosi.

Si pensi ad esempio agli eSports, le competizioni di videogiochi a livello professionistico, un settore sempre più in crescita, che da nicchia riservata e seguita da pochi appassionati si è trasformato in un’industria seguita da decine di milioni di persone in tutto il mondo. Un universo soggetto a continui investimenti, e che potrebbe essere la strada per nuove interessanti opportunità di business.

 

Recuperare la socialità grazie alle sale gioco

La pandemia ha praticamente ridotto a zero la socialità delle persone. Nell’ultimo anno sono stati vietati la maggior parte dei contatti sociali a causa di una serie di provvedimenti volti a contenere la diffusione del COVID-19, i quali però, contestualmente, hanno accentuato l’individualità e la solitudine delle persone.

Ma gli investimenti nel settore del gioco, come detto, sono aumentati e riguardano anche gli stessi apparecchi del gioco pubblico legale, come le slot machine e le Vlt, che a dispetto della chiusura hanno beneficiato negli ultimi anni di importanti evoluzioni tecnologiche.

E se proprio le sale gioco, ormai da tempo dimenticate, si rendessero promotrici, una volta finita l’emergenza sanitaria, di un recupero importante della socialità? Se proprio esse, luoghi dei sogni degli adolescenti della seconda metà del Novecento, ridiventassero una delle mete più gettonate per costruire relazioni e amicizie?

Questo sarebbe possibile in una forma moderna e in una forma classica delle sale gioco. Per quanto riguarda la prima, esistono oggi dei “centri gioco” che aiutano le persone a diventare bravi giocatori nei videogiochi, formandoli come futuri partecipanti di eSports. Delle strutture che cavalcano in pieno i trend del momento e che potrebbero definitivamente esplodere alla fine delle restrizioni.

Una seconda via riguarda invece le sale da gioco vintage che potrebbero riportare gli adulti in un nostalgico passato, rivivendo gli anni più amati della loro adolescenza e non solo. Per non dimenticare, poi, l’apertura delle attuali sale del gioco pubblico legale che permetterebbero a moltissime persone di tornare a vivere una passione che, da sempre, è insita nella stessa natura dell’essere umano.

Insomma, una spinta alla socialità e una potenziale occasione per recuperare la possibilità di seguire liberamente e in compagnia il gioco, una passione che condividono milioni di persone. Una prospettiva in cui le sale gioco potrebbero avere un ruolo di assoluto rilievo.

 

Photo by Ben Neale on Unsplash

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