Il gioco, un bisogno innato dell’essere umano

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Da quando se ne ha memoria, il gioco è un’attività che l’uomo pratica in modo naturale e spontaneo, fin dai primi mesi di vita, come un qualcosa di intimamente connaturato alla sua stessa esistenza.

Perché allora, nell’età adulta, si cerca in tutti i modi di allontanare il gioco dalla quotidianità, di distanziare nettamente le attività ludiche dagli obblighi della vita di tutti i giorni? Il gioco e gli impegni non possono naturalmente coesistere e, potenzialmente, valorizzarsi a vicenda? D’altronde non è un caso che ultimamente il gioco stia recuperando uno spazio sempre più centrale per le persone. In questo articolo vi spieghiamo il perché.

Che cos’è il gioco?

Innanzitutto, che cos’è il gioco? Se ne sono date molte di definizioni e tutte, per un verso o per un altro, accettabili o meno. Fondamentalmente, il gioco è un’azione, un’attività di intrattenimento, svolta in singolo o con più persone, regolata da un insieme di norme prestabilite e che presuppone il raggiungimento di un obiettivo dato.

Da questa macro-definizione di base se ne sono poi aggiunte altre, come quelle che esplicitano una particolare categoria, come ad esempio i giochi di abilità, logica, strategici, simulativi, d’azione, d’avventura, digitali.

Ogni gioco, per quanto diverso dall’altro, possiede una propria grammatica interna, una sua struttura portante e una serie di elementi peculiari (e allo stesso tempo universali e comuni agli altri) che dialogano tra loro e contribuiscono a definirne la natura: punteggi, oggetti, ruoli delle persone, spazi.

Senza ombra di dubbio il gioco è anche un fenomeno sociale e culturale, date le sue evidenti funzioni nello sviluppo e nella crescita di ogni bambino e data la sua utilità nella vita adolescenziale e poi adulta.

 

Il gioco: un’attività fondamentale quando si è bambini

L’essere umano gioca fin da bambino. Da sempre, il gioco è il principale strumento, la più importante attività che accompagna la crescita e lo sviluppo. Esso è essenziale per stimolare funzioni di tipo motorio, intellettivo, comunicativo, emotivo e, di conseguenza, funzioni sociali e culturali.

Quando il bambino gioca, da solo o con altri, impara una serie di regole della vita umana che non può apprendere in nessun altro modo. Ecco uno dei motivi per il quale il gioco è un’attività, per così dire, vitale e ha un ruolo educativo e formativo così fondamentale.

È interscambio di cultura, tramite il quale si apprende il linguaggio e gli elementi dell’immaginario collettivo di una data configurazione culturale. Si pensi ad esempio ai primi giochi in strada, ai primi contatti sociali, ai primi nascondini, ai primi calci ad un pallone su un vecchio campo di periferia. Grazie al gioco si stimola anche la creatività, la fantasia, il pensiero, l’intuizione.

Il gioco è dunque un veicolo di valori, aiuta a interiorizzarli, risponde a bisogni spesso impliciti e psicologici dell’essere umano, come la definizione del proprio essere e del mondo che ci circonda, anche in relazione agli altri: attraverso il gioco si conosce e si sperimenta il mondo.

 

Non smettere mai di giocare

Se nei nostri primi anni di vita il gioco assolve moltissime funzioni utili allo sviluppo e alla crescita, da adulti esso ci aiuta a farci evadere dalla quotidianità, a regalarci momenti di svago, di rilassamento e di leggerezza, sempre più utili in un mondo che corre ad estrema velocità e dove è raro trovare dei momenti per sé.

Inoltre, la legittimazione del gioco si fa sempre più crescente in contesti tra loro spesso lontani. Se ne parla sempre di più e lo si declina in modi differenti e originali, con forme, contenuti e prospettive inedite. Più spesso si sente parlare di business game, di gioco utile all’apprendimento, di eSports. Tutti settori che fino a poco tempo fa rappresentavano delle nicchie rivolte solo ai più appassionati e ora sono dei veri e propri ecosistemi in espansione.

Che si tratta di giochi di questi tipo, o di gioco pubblico legale, (cioè tutto il settore relativo ad esempio alle scommesse, alle slot machine, al bingo, troppo spesso oggetto di marcati pregiudizi ideologici che non trovano riscontro nella realtà) è importante lasciar entrare il gioco nella propria vita, trovandogli un giusto equilibrio con le altre attività e gli altri impegni.

Esso, come si è visto, porta con sé degli enormi benefici che contribuiscono a migliorare la quotidianità, il rapporto con se stessi e con gli altri (a dispetto di chi fa di tutto per screditarlo, formulando opinioni infondate sull’argomento, e che fa del rigore e della serietà il proprio e unico valore guida).

Un elemento, quindi, quello del gioco, che non deve essere confinato soltanto ai primi anni di vita, nella sola fase della crescita e dello sviluppo, ma deve essere valorizzato e integrato anche in tutti gli altri periodi dell’esistenza, con l’obiettivo di contribuire a una sua legittimazione sociale e culturale finalmente definitiva.

 

Photo by Aaron Burden on Unsplash

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