La chirurgia estetica tra superficialità e felicità

chirurgia estetica superficialità e felicità

I dibattiti sui principi e gli usi della chirurgia estetica sono ormai stabilmente all’ordine del giorno, polarizzando le tematiche di riviste di moda, gossip e salotti televisivi.

Da una parte si schiera chi demonizza questa pratica e ritiene superficiale il suo utilizzo, portando avanti la tesi per cui la vera bellezza da coltivare non è quella esteriore bensì quella interiore. Dall’altra, invece, c’è chi ritiene che la chirurgia estetica non abbia nulla di radicalmente sbagliato e anzi possa servire a migliorare, con la trasformazione di alcuni tratti fisici, anche l’aspetto psicologico delle persone, migliorando, nel complesso, la loro vita quotidiana. Ma la questione non è mai dicotomica e in un’analisi delle principali sfumature si anela il reale punto della questione da tenere in considerazione.

Che cos’è la chirurgia estetica

Nel dettaglio la chirurgia estetica è una branca della chirurgia che non ha, per definizione, uno scopo riparativo (come nel caso di traumi o altro), ma più semplicemente rappresenta un’azione migliorativa dell’aspetto estetico di persone clinicamente sane.

Gli interventi più comuni a cui le persone decidono di sottoporsi riguardano il viso (molto gettonati sono quelli al naso, gli zigomi o quelli diretti alla rimozione e distensione delle rughe della pelle), il seno e la rimozione del tessuto adiposo in quelle zone in cui è più facile che esso si accumuli.

 

A sfavore….

Introdotto, per chiarezza, lo specifico significato di chirurgia estetica, è il turno di esaminare le diverse correnti che si dividono lo spazio e la scena dell’opinione pubblica. Chi si scaglia contro l’uso della chirurgia estetica porta avanti la tesi per cui, nel contesto di una cresciuta futilità e frivolezza del mondo contemporaneo, ciò che conta davvero è ciò che ogni persona ha dentro, con l’aspetto fisico che assume un ruolo nettamente secondario. La vera bellezza da preservare e far fiorire è quella interna, l’essenza più profonda del concetto e un argine valido e concreto alla deriva superficiale che avvolge ormai, inesorabilmente, le questioni della vita quotidiana.

 

…e a favore della chirurgia estetica

Dalla parte opposta si trova chi è invece a favore dell’uso della chirurgia estetica. Secondo quest’ultimi essa può apportare un doppio beneficio: uno fisico, concreto, tangibile, che migliora l’aspetto della persona (sia che esso vada a risolvere un problema più accentuato o soltanto un piccolo dettaglio) e uno psicologico. La convinzione è che la chirurgia estetica aiuti l’individuo anche mentalmente, aumentandone l’autostima e contribuendo a promuovere un rapporto più sereno ed equilibrato con la propria immagine. Tutto ciò al di là dell’inseguimento di quei formali e oggettivi canoni di bellezza che, il più delle volte, sono dettati da mode e non da reali riscontri empirici. Dunque un benessere che è insieme fisico, mentale e sociale e che la chirurgia estetica contribuisce a sviluppare.

In più, c’è un’ulteriore tesi a favore di questa posizione. Non è detto che chi non voglia rivolgersi alla chirurgia estetica non desideri comunque migliorare, nel piccolo, il proprio aspetto e magari lo fa con un rimedio “fai da te”. Niente di più sbagliato e pericoloso. È importante non sottovalutare gli eventuali rischi. Per questo esistono i professionisti del caso, i chirurghi estetici, figure essenziali in questo contesto che, oltre ad avere le competenze acquisite attraverso anni di studi ed esperienza, possono consigliare il miglior percorso per la persona e promuovere un’idea di bellezza non stereotipata.

 

Chirurgia estetica: sì o no? Il reale punto della questione

Entrambe le posizioni, si è visto, portano avanti tesi valide e significative. Entrambe possiedono punti di forza e punti di debolezza che spesso si relativizzano in base alle circostanze e al contesto, oggi più che mai dinamico. Ma esiste un’altra prospettiva da cui poter osservare il fenomeno in questione.

L’obiettivo non è tanto trovare una sintesi ma riportare in primo piano, ben saldo e visibile, il concetto di libertà. Spesso ci si dimentica di questo diritto, lo si fa diventare un dettaglio conseguente a scelte polarizzate sulle categorie di giusto e di sbagliato. Ogni azione viene criticata, ognuno ha sempre qualcosa da dire, anche se non conosce in profondità l’argomento.

È corretto concentrarsi sulla propria bellezza interiore, sulla propria essenza spirituale, come è altrettanto corretto migliorare il proprio aspetto fisico in quelle situazioni in cui lo si ritiene opportuno, per motivi personali, ideologici o se serve per recuperare o sviluppare un equilibrio psicofisico che aiuti a vivere meglio e in armonia sé stessi, la quotidianità e il rapporto con gli altri.

Alla base di questo, però, deve esserci una consapevolezza di fondo: il diritto, imprescindibile, della libertà di scelta e della libertà di esprimere liberamente le proprie esigenze e istanze, la propria personalità, senza che queste vengano ostacolate o influenzate da opinioni e critiche pregiudizievoli e puramente ideologiche che nulla hanno a che fare con la libertà, complementare, d’opinione.

Scelte che possono andare sia in una direzione che nell’altra. E che, soprattutto, possono liberamente e serenamente cambiare nel corso del tempo.

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