La nobiltà del cacciatore

I cacciatori sono spesso additati come mostri, senza pensare che le vere atrocità sono imbalsamate in scatole di polistirolo riposte nei banconi del supermercato.

Nel 2019 si contavano 1,3 milioni di armi legali: cresce del 27% l’uso sportivo.

Tra i tanti sport per che richiedono il porto d’armi, il più controverso di tutti è sicuramente la Caccia Sportiva. Che potrebbe far pensare: “ah, quindi uccidere è uno sport?”.  Di fatti, le posizioni che si prendono rispetto questa attività, sono spesso molto polarizzate.

Animalisti/Cacciatori rappresenta da sempre una delle più aspre contrapposizioni che vediamo scontrarsi tra accuse e difese dei loro torti e ragioni.

Non può esserci una posizione assolutamente sbagliata ed una assolutamente giusta ma le sfumature, in questa schermaglia tra fazioni, non sono poche e neanche troppo sottili.

Industria alimentare: il vero cacciatore senza scrupoli

Quando si pensa infatti al termine industria pesante, visualizziamo nella nostra mente altiforni, metallo, acciaio, macchinari giganti… Troppo raramente si pensa a vacche, galline e maiali. Eppure l’industria alimentare è un’industria “pesante” nel vero senso del termine, che vive di logiche di efficienza e produttività al pari del settore metallurgico.

Una mostruosità che ogni giorno sversa ettolitri di sangue ogni giorno in apposite reti fognarie, per darci proteine – spesso di bassa qualità – e antibiotici di cui non abbiamo bisogno.

In confronto, un cacciatore che sostenibilmente uccide un cinghiale ha lo stesso impatto di un meteorite di un millimetro che si schianta sulla terra.

Il nobile rispetto per la preda

Non è allora più nobile, un cacciatore che entra in un bosco, segue le tracce dell’animale, si apposta e prova a catturarlo, ad ucciderlo, per poi mangiarlo seguendo la logica antichissima di preda e predatore? Non è più onesto questo che rendere schiavi gli animali in veri e propri campi di concentramento/allevamento?

I veri mostri sono quelli che spingono i carrelli del supermercato più o meno inconsapevoli di essere il primo incentivo di un sistema pesantissimo di atrocità.

Un cacciatore guarda negli occhi la sua preda, un carnivoro qualunque ignora le sofferenze della sua pietanza.

Diciamo quindi la verità! Si deve essere onesti e riconoscere che la caccia sportiva non è così crudele come la vogliono far passare. Che l’uomo cacciatore ha dei valori e sa rispettare la sua preda molto di più di tutti noi in fila alle casse dei supermarket.

Un carrello uccide più di mille fucili.

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