Per un pugno di consapevolezza

Quando il Pugilato è l’unica occasione per dire chi sei. Quando sferrare un pugno su un ring significa liberarsi da angosce, paure, pregiudizi e vincere… contro il destino avverso.

Se vi dicessi che per trovarsi, in alcuni casi, bisogna prendere a pugni qualcuno. Letteralmente a pugni qualcuno. Mettere ko l’altro, Mors tua vita Mea. Dare sfogo a quella rabbia in maniera energica, tirare indietro il braccio, aprire la spalla, spostare il peso del corpo sulla gamba posteriore e poi trasferire tutta quella potenza in avanti con velocità per aumentare l’impatto e scaricare con potenza quell’energia sull’avversario… lo avete immaginato? vi sembra violento? ma avete sentito un senso di liberazione? di scarico?… Forse in voi c’è un pugile! dovete solo liberarlo, liberarvi dal pregiudizio di “pugni = violenza” innalzare il pensiero e riflettere sul vero senso di Lotta.

Il Pugile “è forse l’atleta il cui profilo comportamentale è maggiormente separato da quello psicologico e la cui particolare attività sportiva può essere meglio spiegata sul piano delle motivazioni psicologiche e sociali” in quanto è vivo nei giovani appartenenti a contesti sociali più svantaggiati, il desiderio di migliorare la propria situazione, di sentirsi rinascere dalla condizione socio-economica e culturale non favorevole dalla quale solitamente arriva.

Dietro il guanto del politicamente corretto

Senza nessuna maschera del politically correct. Chi si avvicina al pugilato ha una grande sete di “vendetta” verso la vita. Ha la fame di chi vuole eccellere rispetto gli altri, passando fisicamente sul loro corpo, imponendo la loro forza per rendere tutti consci del fatto che affermazione, rivalsa, desiderio di essere un campione ammirato e idealizzato e realizzazione economica rappresentano tutto ciò che ha conquistato pugno dopo pugno.

Un gancio forte e ben piazzato per alzare quel pugno al cielo e sapere di essere stato migliore, il più forte, di aver Vinto contro un destino che lo voleva rilegato in qualcosa di mediocre. Le origini dell’uomo non sono radici, abbiamo piedi e volontà per arrivare dove vogliamo.

Persone che tornano persone grazie alla boxe

Non sono poche le storie di riscatto che si leggono nelle pagine sportive. Molte le società che hanno fisicamente tolto dalle strade giovani arrabbiati e veicolato quella rabbia in qualcosa di costruttivo. Un atleta è prima di tutto una persona, con tutte le difficoltà ed i limiti che può avere, ma quando da uomo diventa atleta, la metamorfosi è straordinaria.

Ed è proprio così che quel pugno chiuso non è più un volgare e ignobile gesto, ma una precisa combinazione di movimenti provati e riprovati che determinano quanto impegno è stato messo per arrivare alla perfezione, per arrivare alla vittoria, o semplicemente al riscatto.

Lottare è quello che facciamo tutti i giorni sia dentro che fuori dal ring, ma se nella vita usiamo maschere o ci avvaliamo di regole non scritte per mantenere un livello di civiltà richiesto, nel ring non c’è maschera che tenga. Si è nudi di fronte ai propri limiti e paure e non ci risparmiano nulla se vedranno un punto debole… per questo è importante che sia sempre pronto un Gancio… perchè andremo a terra sicuramente e sarà il primo motivo per rialzarsi cercando ancora il riscatto. Nella vita come nel Ring, lottate. Sempre.