I videogiochi online: una spinta alla socialità

videogiochi online e socialità

Da sempre si pensa che giocare online faccia perdere alle persone, soprattutto ai ragazzi, il distacco dalla realtà, e che rappresenti un elemento negativo che riduce quasi a zero i rapporti sociali e le amicizie.

Uno stereotipo che fa fatica a cadere, sostenuto con forza soprattutto dalle generazioni più anziane, che i giovani devono ancora subire. Ma tutto deriva da una visione offuscata e superficiale del fenomeno, che non tiene conto degli effettivi studi messi in atto e delle reali dinamiche sociali che possono scaturire dal gioco online, che vanno, spesso, totalmente nella direzione opposta.

 

Il videogioco online e il multiplayer 

L’esplosione dei videogiochi online, sia per pc che per console, ha caratterizzato gli anni recenti, costituendo una nuova, innovativa, inedita modalità di gioco, impossibile da realizzare se non ci fossero stati gli enormi passi avanti della tecnologia e delle relative infrastrutture.

Le odierne connessioni, veloci e potenti, lo sviluppo di software, hardware e accessori all’avanguardia hanno dato la possibilità alle aziende di esplorare questa dimensione interattiva e ai giocatori di affacciarsi in un universo completamente originale, che fondamentalmente ha rivoluzionato il modo di stesso di giocare. Proprio da questi punti fermi è nata l’idea, qualche anno fa, di organizzare i primi eSports.

Dal fruire di un videogioco da soli, in totale autonomia e individualmente (al massimo interagendo con gli avatar virtuali creati ad hoc dagli sviluppatori per popolare lo scenario di riferimento), si è passati dall’avere, potenzialmente, centinaia di interazioni con altri giocatori e persone in giro per il mondo e/o con i propri amici. Ecco da dove è iniziato il dibattito sulla socialità più o meno avvantaggiata dai videogiochi.

 

I videogiochi inibiscono o sviluppano le relazioni sociali?

Una delle principali critiche che viene fatta ai videogiochi è che essi riducono a zero la socialità, proiettando l’individuo in un mondo virtuale che nulla ha a che fare con la vita vera. Immagini di ragazzi che passano ore e ore davanti uno schermo è l’emblema di queste considerazioni.

Ma è davvero così? Il Pew Research Center, istituto statunitense con sede a Washington, che fornisce informazioni su questioni sociali sugli Stati Uniti e a volte in una prospettiva internazionale, approfondisce l’argomento per chiarire il fenomeno.

Secondo gli studi, l’online e il multiplayer hanno aumentato, al contrario, le possibilità di interagire e socializzare durante il gioco. Molti adolescenti hanno dichiarato di aver fatto nuove amicizie online durante le sessioni di gioco e di aver stretto contatti con persone con passioni condivise. Questo ancora di più grazie all’aiuto di due importantissimi strumenti: la chat e la connessione vocale.

Particolari tipi di giochi, inoltre, permettono di creare dei gruppi online, delle associazioni, dei “clan” che sono funzionali a proseguire con la storia. Un fattore che rappresenta una spinta importantissima per l’avvio di nuove relazioni sociali. Basti pensare solo al fatto che spesso questi gruppi abbandonano in modo compatto un videogioco per migrare, insieme, in un nuovo ambiente.

 

Una nuova prospettiva positiva per i videogiochi

Come si evince dai risultati degli studi, il gioco è un elemento davvero importante per la cultura giovanile. Tanti adolescenti basano le loro relazioni su passioni condivise, tra cui appunto questa dei videogiochi.

Una cosa importantissima e che molti tendono a tralasciare nelle proprie analisi, è che i contatti che nascono nei mondi virtuali tante volte si trasformano in amicizie nel mondo reale. Quindi, anche in questo caso, vengono ribaltate completamente le critiche sulla riduzione dei rapporti sociali.

È poi importante ricordare come il gioco è un’attività che nasce con l’essere umano stesso, è un qualcosa che l’uomo da sempre ha nel suo dna. Esso è il principale strumento, la più importante attività che accompagna la crescita e lo sviluppo. È essenziale per stimolare funzioni di tipo motorio, intellettivo, comunicativo, emotivo e, di conseguenza, funzioni sociali e culturali. Ha un ruolo educativo e consente di imparare a conoscere se stessi, gli altri e il mondo.

Si pensi poi alle difficoltà legate ai vari lockdown e all’importanza, per gli adolescenti e non solo, di aver avuto e di avere anche ora degli strumenti, come i videogiochi, che hanno permesso di mantenere i contatti con i propri amici e con tantissime altre persone in giro per il mondo.

Il gioco online è, dunque, una passione comune che può legare e far avvicinare le persone oltre le singole differenze e le diversità. Può favorire nuove amicizie, rafforzare quelle già si hanno e, per questo, essere considerato un fattore propulsore della socialità.

 

Photo by JESHOOTS.COM on Unsplash